Di te – by Claudio Cervati

Di te – by Claudio Cervati

Claudio Cervati is an Italian singer. On December 1st he released his new single titled “DI TE”.

DI TE speaks of Italians who have moved to America to live the American dream.Please support this talented young man by sharing his song:

C L A U D I O C E R V A T I

Published on Dec 1, 2017

Available now: http://fanlink.to/dite

Facebook Official Page:

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Instagram Official: http://www.instagram.com/ClaudioCerva…

English text

Of you (Di te)

When Italians left on vacation,

the American dream came in black and white

and you queen dreamed beside your king,

you still could not know who I would be for you.

Our summers were days of celebration,

the local feasts and the market stalls.

And when I left, you turned the key to my room

to preserve, as you told me, the scent of me and not let it go.

In my heart I hold a memory of the emerald agave overlooking the blue sea;

I hold you on the edge of the slope, that world is still mine.

I on the streets of the world with the only certainty

that, immersed in the deep darkness, I find your caress.

Now that little dream you dreamed for me,

it is coming true slowly and I feel you are here with me.

I hold your perfume in my heart, so I will never lose myself;

I feel your love in the wind

that envelops me impetuously with its warmth,

in my sad days a sunny winter.

Of you I visualise the colour of your eyes , the emerald agave overlooking the blue sea

In this and other lives you will be there,

I will never forget you.

 

Di te (Italiano)

Quando l’Italia partiva per le vacanze in treno,

in bianco e nero arrivava il sogno americano

e tu regina sognavi accanto al tuo re,

ancor non potevi sapere chi sarei stato per te.

Erano giorni di festa le nostre estati insieme,

il Santo dietro la banda, le bancarelle piene.

E quando partivo giravi la chiave di camera mia

per conservare, così mi dicevi, il profumo di me e non lasciarlo andar via.

Di te ho un ricordo nel cuore lo smeraldo dell’agave a picco sul blu;

io stretto a te sul bordo del pendio, quel mondo è ancora il mio.

Io per le strade del mondo con l’unica certezza

che, immerso nel buio profondo, trovo la tua carezza.

Ora quel sogno bambino che sognavi per me,

si sta avverando pian piano e sento che sei qui con me.

Di te ho il profumo nel cuore, così non mi perderò mai;

ti sento in un vento d’amore

che mi avvolge impetuoso col suo calore,

nei miei giorni tristi un inverno di sole.

Di te ho degli occhi il colore, lo smeraldo dell’agave a picco sul blu.

In questa e in altre vite ci sarai,

non mi scorderò mai di te.

 

Descrizione del brano: Il brano è una romanza nel solco della tradizione italiana, dallo spiccato profilo melodico e presenta una vocalità tutt’altro che agevole, costringendo l’interprete a distendere la propria voce su ben due ottave di estensione (mib1-mib3) e a trarre ora sonorità intimistiche ora slanci appassionati e vibranti. L’accompagnamento musicale si snoda invece su un tappeto sonoro creato in primis da orologi, che segnalano l’avvicendarsi del tempo e delle epoche, e stridii di gabbiani, che rievocano le atmosfere marine; mano a mano si assiste all’ingresso dei vari strumenti musicali (arpa, violoncelli, oboe, basso, pianoforte, timpani, batteria, corni francesi e violini) per culminare nel ripieno finale di travolgente intensità. Il testo racconta nostalgicamente l’intenso rapporto fra il nipote e una nonna nel contesto del paesaggio italiano tra il dopoguerra e i giorni nostri in un continuo alternarsi di piani spaziali e temporali reso suggestivo anche grazie all’ambientazione delle immagini del video ideato da Alessandro Cecchieri e lo stesso Claudio Cervati e realizzato da Massimo Montepagani. Le immagini, girate tra la Liguria e la Toscana, si fondono con l’ambiente da cui la storia prende forma, il teatro. Si tratta di un passaggio di consegne fra la nonna, protagonista delle scene liriche negli anni Sessanta, e il nipote che oggi si trova per la prima volta ad affrontare le luci della ribalta su quello spazio scenico che un tempo fu suo e che ora avvolge nelle luci, prima soffuse e poi abbaglianti, il cammino dell’ artista di oggi.

 

 

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